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Rien ne va plus… e la palla passa a Mihajlovic

Giulia Polloli 2 settembre 2015 0 897 Visite Totali
Rien ne va plus… e la palla passa a Mihajlovic

Rien ne va plus, les jeux sont faits, direbbe il croupier al tavolo da gioco. Mentre la pallina vorticosamente avanza sulla ruota, in attesa di fermarsi, cadendo, in una casella. Le due partite di campionato, a mercato ancora aperto, avevano lasciato qualche spiraglio per cercare di modificare l’assetto di una rosa che, per quanto cambiata e per certi versi rinforzata, non dava l’impressione di essere completa. Inutile aggirare l’ostacolo: Witsel era la personificazione delle ultime speranze rossonere. La pallina si ferma e finisce sullo “zero”. Ci si era aggrappati a tutto, anche al detto del condor che colpisce negli ultimi giorni. Il becco spuntato del predatore però non ha consentito alcun colpo grosso negli ultimi minuti, come invece era successo altre volte. Il Milan è questo. Anzi: l’organico del Milan è questo. Ora toccherà a Sinisa scoprire le sue carte, perché in fondo il primo acquisto per un Milan che vuole riprendersi il posto che gli spetta nel calcio è lui. Due partite che non hanno entusiasmato. La debacle a Firenze e la fatica fatta a S.Siro nel battere un Empoli che ha giocato con leggerezza e libertà hanno lasciato, ovviamente molti dubbi. Il reparto avanzato, ma nella fattispecie, Bacca e Luiz Adriano, hanno drasticamente salvato il Milan nell’esordio casalingo: il resto è tutto da rivedere. Lo stesso Mihajlovic in conferenza post-gara, senza tradire alcuna emozione o far pensare ad un pensiero plasmato da altri, ha criticato la sua squadra, descrivendola come impaurita e poco reattiva, di fronte ad un avversario che, con tutto il rispetto per quello che si è visto in campo, non può essere il termine di paragone adeguato alle ambizioni rossonere. Il centrocampo rossonero ha fatto letteralmente acqua da tutte le parti, poche idee e confuse. Anche De Jong, forse in serata storta, ha tradito le aspettative. O forse, più semplicemente, ha fatto il suo: non è da quei piedi che può partire la trama delle azioni rossonere. Il tempo ci dirà se i vari Bertolacci, Romagnoli, Kucka saranno uomini da Milan. E intanto?
No, non ho dimenticato Balotelli. Qui il mio pensiero si sdoppia. Da una parte prevale l’animo forse prettamente femminile, che dice “ è un ragazzo, è giusto che possa avere la possibilità di redimersi”, dall’altro invece avrei preferito altre mosse. Ragione e sentimento ogni volta entrano in conflitto quando si parla di lui. E non solo a causa del suo carattere da bad boy, ma soprattutto per la sua mancata evoluzione da giovane promessa a talento indiscusso. Francamente: dei suoi comportamenti fuori dal campo, se però su quel rettangolo verde facesse scintille, chi ne parlerebbe?