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Potevi essere Unico. Rimani solo un numero 1

Giulia Polloli 16 giugno 2017 0 1.052 Visite Totali
Potevi essere Unico. Rimani solo un numero 1

Hai preso la tua decisione. Dopo quel bacio sulla maglia, in coda alla partita contro la Juventus. Di fronte al tuo pubblico, al cospetto del portiere, del quale tutti ti considerano l’erede. Al tuo esordio contro i bianconeri ti era venuto a prendere per mano, come in una sorta di passaggio di testimone, mostrandoti al mondo. Di quel testimone ricevuto, rimane solo il tasso tecnico. Il passaggio nei nostri cuori è solo un miraggio, ormai.

Hai deciso che l’amore che dici di provare per i colori rossoneri, evidentemente è vacillante. Hai deciso di stravolgere l’impalcatura costruita con i tuoi primi passi, da gigante buono, nei nostri cuori. Sono scelte. E ogni scelta va ponderata, meditata e soprattutto dovrebbe essere presa consapevolmente e autonomamente. Mi piace pensare, per il bene che il tuo esordio con il Milan aveva diffuso, che tu sia stato in qualche modo blindato in questa decisione. Ma non si possono demandare ad altri le responsabilità che, la tua maggiore età, ti impone. Non voglio entrare in discorsi che coinvolgono quel maledetto denaro, padrone indiscusso della nostra società, ma, ancor più, di quello che Brera, una volta, aveva chiamato “il più bel gioco del mondo”.Voglio però dirti che hai perso una grande occasione, Gigio.

Sei un numero uno. Ma hai perso l’occasione per poter diventare Unico.

Una società come il Milan, ha creduto e scommesso su di te, pronta a renderti immortale, come lo sono Rivera, Baresi e Maldini. Capitani di altri tempi, con valori ed etica che, in questo mondo sempre più virtuale, vengono sostituiti da followers, like e ammennicoli di questo genere. Hai deciso di sbattere in faccia a chi ti ha cresciuto, un portone pesante.

Avevi fatto breccia nel cuore dei più piccoli, sei entrato nel loro immaginario come l’eroe da emulare, come il ragazzo che ha realizzato il suo sogno. Hai creato una speranza nel loro panorama di crescita che, troppo presto, gli hai strappato via. Hai regalato gioia a Tommy, un piovoso giorno a Milanello. Fa il portiere, ti vedeva come il suo idolo indiscusso, eri diventato un esempio. Parlo al passato, perché ieri Tommy ha cambiato espressione.  Che risposte puoi dare ad un bambino, che ancora non conosce la parte corrotta della nostra società e che, con infantile innocenza ti chiede: ma perché va via?

Unico. Potevi essere il capitano dei prossimi vent’anni. Potevi diventare il punto di riferimento, la solida roccia sulla quale costruire il nostro futuro.

Hai buttato tra gli stracci anche quella maglia, quel logo diventato leggenda, quel sogno di bambino infranto nel momento in cui, aperti gli occhi, ti sei svegliato e hai accettato i compromessi di un mondo sempre meno idilliaco. Il calcio è una via di fuga, il placebo che annienta le preoccupazioni, il calcio è passione. Hai gelato il sangue nelle nostre vene.

Tu potevi essere unico. Rimani solo un numero uno.