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L’analisi tattica di Milan Chievo Verona

Giovanni Bazzano 30 ottobre 2015 0 1.039 Visite Totali
L’analisi tattica di Milan Chievo Verona

Non si può dire che il Milan esprima un bel calcio. Va dato atto, però, a Miha che 7 punti in 3 partite non sono affatto male. Sopratutto se si considera che arrivano dopo una batosta come quella presa in casa contro il Napoli di Sarri. Insomma la reazione c’è stata, e il gioco, a piccolissimi passi, sta arrivando. L’attuale 4-3-3 è un modulo di copertura usato per utilizzare già i 2 esterni offensivi, in attesa di poter schierare il 4-4-2. Modulo non ancora attuabile visto che in panchina non ci sarebbe lo straccio di una punta. Se Niang fosse convocabile per la trasferta di Roma contro la lazio, allora quella di Domenica sera potrebbe essere la prima volta del 4-4-2 in questa stagione.

Il modulo più vecchio del mondo è senza dubbio il più adatto alle caratteristiche della rosa, mentre il rombo, senza un vero trequartista di riferimento, perde completamente di senso tattico. In attesa dell’esordio del nuovo modulo, il Milan ha affrontato le ultime 3 partite con un 4-3-3 che ha portato risultati. Come nella gara di Mercoledì sera contro il Chievo. Scopriamo perché.

Con questo modulo, a differenza del rombo, in fase di non possesso sono gli esterni alti, e non più le mezzali, ad alzarsi sui terzini di riferimento, questa “piccola” differenza garantisce al Milan di essere coperto a prescindere dalla riuscita del pressing. La maggiore copertura bilancia la squadra e rende meno frequenti, se non assenti, le situazioni di 1vs1 che col precedente modulo la difesa doveva affrontare. Ecco perché Alex viene preferito a Zapata. Il Brasiliano è meno veloce ma più intelligente del Colombiano. Un compagno più ordinato e con esperienza aiuta anche l’intoccabile Romagnoli a migliorare la propria prestazione.

Nonostante alcuni vantaggi, anche il 4-3-3 presenta dei limiti. Si nota immediatamente la mancanza di una mezzala che possa supportare la punta con inserimenti mirati. Oltretutto sia Bonaventura che Cerci risultano limitati, in quanto entrambi prediligono saltare l’uomo in situazione dinamica (avendo campo davanti) mentre in questo modulo sono costretti ad affrontare la maggior parte dei duelli in situazione statica. Non è un caso che le cose migliori (sopratutto Cerci) le sviluppino in situazioni di contropiede. Con questi limiti la manovra del Milan risulta prevedibile e solo qualche taglio di Bacca ad allungare le difese, provoca scompensi negli avversari. Il problema deriva dal fatto che la maggior parte delle squadre che affrontato il Milan puntano a creare densità nella propria trequarti. Così, il Milan avrà bisogno di un’altra punta per rendere più interessante la sua manovra offensiva.

I rientri di Niang e Balotelli permetteranno a Miha di schierare il 4-4-2 con la coppia Bacca – L. Adriano in avanti. Tornerà così in campo un modulo che al Milan ha sempre portato bene, sopratutto nel primo periodo Berlusconiano.